De Luca candidato sindaco: “Partiti scendiletto di alcune famiglie, io no”

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 Il “format” ricorda quello del Leoluca Orlando dello slogan “Lui il sindaco lo sa fare” e del recente civismo che lo ha portato ad essere sindaco di Palermo per la quinta volta.

Se già nell’agosto 2016 Tempostretto aveva annunciato che si stava scaldando in panchina e l’1 aprile ha ufficialmente dichiarato la sua candidatura, oggi Cateno De Luca apre la campagna elettorale a sindaco di Messina con 11 mesi di anticipo.

E lo fa con il suo consueto modo di agire, correndo da solo, senza trincerarsi dietro dichiarazioni di circostanza o giri di parole.

Non ho alleanze con nessuno– risponde alla domanda se sarà lui il candidato sindaco di Francantonio Genovese- Dirò di più, sono alternativo a quei partiti e gruppi che in questi anni a Messina hanno fatto da scendiletto ad alcune famiglie della città. Non tratto con nessuna famiglia. Ho dalla mia parte le esperienze più che positive da sindaco di Fiumedinisi e Santa Teresa di Riva quindi voglio proseguire la mia missione di Sindaco nella principale comunità che ritengo strategica per rendere protagonista la Sicilia orientale e che allo stato attuale non è solo  male amministrata, ma anzi è senza  alcuna guida politica amministrativa degna di questo nome”.

Da ex primo cittadino che si appresta a voler diventare nuovamente sindaco De Luca ha anche alcuni suggerimenti per Accorinti in questi giorni di emergenza incendi.

“Da sindaco già ad aprile io ho sempre firmato i provvedimenti che imponevano sia alle strutture pubbliche che soprattutto ai privati di pulire i terreni ed occuparsi della manutenzione- prosegue- A maggio per tutti quelli che non lo avevano fatto interveniva l’amministrazione ma faceva pagare loro sia le spese che le sanzioni. Ad Accorinti ricordo che è lui la massima autorità di protezione civile in questo momento e ha il dovere d’intervenire prima”.

La campagna elettorale sarà lunga ed ha spiegato che saranno costituiti 500 comitati per “De Luca sindaco di Messina” e saranno svolti oltre 1000 incontri su tutto il territorio cittadino con la popolazione e con gli ordini professionali, associazioni, ed istituzioni pubbliche. In realtà De Luca è in campagna elettorale per le Regionali del 5 novembre che considera le vere primarie per Messina ed infatti collega strettamente i due momenti elettorali. In queste settimane sta lavorando ad una lista autonomistainsieme a quanti nell’isola stanno riprendendo il messaggio finito nel cassetto con il declino dell’Mpa di Lombardo. Con gli autonomisti De Luca è già stato deputato regionale e vuol tornare ad esserlo, anche se, appunto, le Regionali rappresentano per lui un modo per capire se Messina lo vuole anche sindaco o meno.

“Mi son dato una soglia- ha aggiunto in conferenza stampa- Se il 5 novembre mi voteranno 20 mila messinesi, ovvero il 10% degli aventi diritti al voto allora vuol dire che la mia candidatura a sindaco è accettata anche da chi vive a Messina. In quel caso mi dimetterò da deputato nei termini previsti dalla normativa per dedicarmi solo alla candidatura a sindaco. Non sono nato per stare nei parlamenti ma per stare in trincea e lavorare per cambiare concretamente il nostro tessuto socio economico. Affiderò esclusivamente ai Messinesi, e non alle segrete stanze dei salotti del potere, il compito di decidere se io possa essere all’altezza di svolgere il ruolo di Sindaco”.

Per De Luca quindi le Regionali saranno una sorta di “prendi due paghi uno” di tipo elettorale. Votandolo i messinesi potranno decidere se lo vogliono sia deputato regionale che sindaco ed in quel caso, opterebbe per la seconda posizione.

L’ultima freccia, come sempre ha fatto nelle ultime conferenze stampa alla Dolce Vita, presentandosi insieme ai suoi avvocati (uno dei quali è il noto legale Carlo Taormina) è rivolta ad alcuni esponenti del Tribunale di Messina.

De Luca ha annunciato di voler presentare nuovi esposti al Consiglio Superiore della Magistratura, al Procuratore Generale Cassazione ed al Ministro della Giustizia per attivare l’azione ispettiva nei confronti del Tribunale di Messina e disciplinare nei confronti del Presidente del  Collegio,  Mario Samperi,  di un altro componente del collegio, Valeria Curatolo, e del procuratore generale Vincenzo Barbaro per verificare se esistano eventuali elementi d’incompatibilità ambientale.

Ai cronisti che chiedevano lumi sul sedicesimo procedimento a suo carico ancora in corso (gli altri 15, ricorda, sono stati conclusi a suo favore), ha fatto rispondere per lui in diretta telefonica da Roma da Carlo Taormina: “ Il 13 luglio la Suprema Corte di Cassazione si pronuncerà definitivamente sull’istanza di rimessione per lo spostamento dell’ultimo  processo che riguarda Cateno De Luca da Messina a Reggio Calabria. Comunque, se il processo rimarrà a Messina l’ 11 settembre De Luca  sarà sicuramente condannato per presunti reati, tra l’altro già prescritti,  sui quali dovrà ritornare la Suprema Corte”.

Rosaria Brancato

Fonte: Tempostretto

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