Servizi sociali: Cateno De Luca, saccheggio del denaro pubblico ed affari di famiglia sulle disgrazie dei messinesi. Milioni di euro buttati senza garantire servizi essenziali”

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Le politiche sociali del comune di Messina hanno sempre rappresentato un evidente esempio di esorbitanti sprechi e di pessimo livello di qualità dei servizi gestito da un sistema di potere dal valore di oltre 20 milioni di euro annui. Appare con grande evidenza un conflitto di interessi generato da legami parentali e relazioni tra soggetti che erogano i servizi (cooperative – associazioni) ed i soggetti che dovrebbero vigilare e certificare la regolare esecuzione dei servizi (dipartimento ed assessorato servizi sociali). Il costo per ogni utente dei servizi sociali che il comune di Messina affronta annualmente è quattro volte superiore al costo sostenuto dal comune di Milano”. A dirlo l’on. Cateno De Luca, candidato sindaco del Comune di Messina durante una conferenza stampa sui servizi sociali nella città peloritana. “Da questa amministrazione – prosegue De Luca – che aveva sbandierato tanti buoni propositi in campagna elettorale, si attendeva un rinnovamento nella gestione e nel servizio, ma il sistema cooperativistico è rimasto immutato, i diritti delle persone più fragili restano sommersi ed invisibili, offuscati da un sistema burocratico lento ed incapace di rispondere ai bisogni sempre più emergenti.

Nulla è cambiat:o emerge in primo luogo dalle modalità di affidamento del Servizio, infatti, i Bandi di affidamento del 2014 sono un copia incolla rispetto a quelli delle precedenti amministrazioni, stessi utenti stesso personale. Si è atteso tra proroghe, proteste dei lavoratori, il nuovo corso dei servizi sociali, magari con una nuova mappatura dei bisogni e delle esigenze, perché saranno certamente cambiati nel corso degli anni: non è stato affatto cosi infatti i bandi di affidamento del 2017 sono uguali a quelli del 2014. Da un confronto dei bandi 2014/2017 si può notare come la personalizzazione era prevista anche nel vecchio bando, ma esplicitata diversamente stessi utenti e praticamente quasi stesso personale, però guardando bene qualcosa di diverso c’è: il servizio di assistenza anziani viene accorpato in un unico lotto, di circa 5,3 milioni, in totale spregio dell’art. 51 del D.lgs  50 del 18.04.2016. L’importo dei servizi affidati dal Comune di Messina alle cooperative ammonta ad € 16.824.050,80 a fronte di 1.489 utenti che usufruiscono del servizio. Nel Comune di Milano (sito Comune Milano aggiornato al 1 luglio 2016) sono circa 5.500 le persone (minori, anziani persone con disabilità) assistite a domicilio con una spesa complessiva di 14.700.000,00 milioni di Euro: a Messina spendiamo oltre 13.000,00 euro per utente mentre a Milano si spendono circa 2.700,00 euro ad utente quindi a Messina si spendono oltre 5 volte in più per singolo utente rispetto a Milano

Le politiche sociali, – ha detto l’assessore alle Politiche sociali Alessandra Calafiore – interessano tutti noi, le nostre famiglie, i nostri giovani, i nostri minori e i nostri anziani, e ci accorgiamo delle loro carenze o della loro assenza quando non si è in grado di far fronte da soli a bisogni e disagi in cui possiamo tutti incorrere. Le criticità riscontrate nell’applicazione di tale sistema di gestione si concretizzano sostanzialmente nella spesa di somme più alte rispetto al numero di utenti effettivamente interessati dal servizio. In tale ipotesi si parla del c.d. meccanismo del “vuoto per pieno” che determina uno spreco notevole di risorse e ciò ad esclusivo vantaggio delle cooperative affidatarie del servizio stesso. Altro aspetto riguarda invece il numero di lavoratori impiegati rispetto al numero degli utenti fruitori del servizio, caso emblematico “Casa Serena” 40 impiegati a fronte di 48 ospiti con una spesa annua di un mln e 593 mila euro. Oltre l’85 percento delle risorse viene destinato per il personale con un costo medio di oltre 30 mila euro ad addetto ma a noi risulta che gli addetti percepiscano la media di 1500 euro mensili netti quindi nell’intermediazione delle cooperative qualcosa non funziona. E’ bene specificare che i ‘veri’ lavoratori sono vittime di questo sistema, e che devono essere tutelati”.

La parola d’ordine è – ha detto l’assessore alle Infrastrutture Salvatore Mondello – dalla “città ostile alla città amica” attraverso una mobilità/fruibilità/accessibilità sostenibile per le persone diversamente abili – . Ciò è perseguibile oltre ad approccio tecnico con un cambi di rotta culturale. Tale cambio di rotta deve essere perseguito sia dall’amministrazione sia da tutti i cittadini che devono intendere Messina come estensione delle proprie abitazioni”.

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