Aree produttive: De Luca “con Brand I’Messina creare regia municipale per sviluppo e valorizzazione identità commerciale, industriale e turistica.

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De Luca: “Si al casinò del Mediterraneo e percorsi guidati per croceristi. Ripensare la città dal punto di vista urbanistico, nostro progetto mercato S.Orsola valorizzando tutti i mercati rionali ed eliminando i mister no del palazzo municipale”

 

La crisi nel settore delle attività produttive a Messina arriva da lontano, dalla assoluta assenza di qualsiasi strategia di sviluppo del commercio negli ultimi 50.Fino a circa venti anni fa, la città riusciva a conservare un proprio equilibrio economico grazie al settore terziario, e precisamente allo scambio tra la capacità di spesa dei dipendenti pubblici e l’offerta proveniente dal commercio privato, sia all’attività del piccolo artigiano che all’economia cittadina. E’ necessario eliminare i mister no del palazzo municipale per dare certezza sui tempi e le modalità del rilascio delle autorizzazioni amministrative evitando i cosiddetti mister no di professione o l’esito dei pareri in base allo studio professionale che istruisce la relativa pratica”.  A dirlo l’on. Cateno De Luca, candidato a sindaco di Messina durante una conferenza stampa a Messina.

BRAND MESSINA – “Puntiamo – prosegue De Luca – sulla rivisitazione e riorganizzazione delle zone a traffico limitato con l’individuazione di soluzioni agevolative con l’introduzione di soste brevi di fronte alle attività commerciali; l’eliminazione del TRAM e riconversione di parte del percorso in isole pedonali permanenti con servizi ed attività commerciali ed artigianali Inoltre, è essenziale l’introduzione del Baratto amministrativo come forma di collaborazione e scambio tra gli imprenditori e l’Amministrazione Comunale per gestire assieme il territorio ed i relativi servizi e la valorizzazione delle aree dismesse e riconversione delle strutture economiche non più attive”.  “L’Amministrazione comunale – continua De Luca –  deve svolgere quel ruolo  di regia e di indirizzo delle politiche di valorizzazione di Messina realizzando e sostenendo una stabile strategia di regole  e di servizi sintetizzata nel cosiddetto BRAND I’ Messina attraverso il quale sarà costituita una rete di artigiani, commercianti e piccoli imprenditori locali che potranno offrire i loro prodotti ed i loro servizi ai turisti e potranno, attraverso il brand, valorizzare le loro opere anche al di fuori del territorio comunale. Negli obiettivi da concretizzare per sviluppare e monetizzare i flussi turistici rientra la realizzazione della Scuola degli Antichi e Mestieri e delle Tradizioni Popolari tenendo bene a mente che non c’è, e non può esserci stabile economica turistica dove non manca il commercio della identità di un luogo che rende unico il prodotto offerto e non ripetibile in altri contesti. Inoltre, valorizzando e garantendo la conoscenza delle arti e dei mestieri, si contribuisce in modo diretto ed immediato alla diffusione di tali arti nelle nuove generazioni. Per fare questo è necessario coinvolgere le istituzioni e gli operatori, costituendo una cabina di regia che individui gli obiettivi strategici che si vogliono raggiungere e stabilisca i tempi di realizzazione. Sarebbe molto più lungimirante creare dei percorsi turistici nella città, cominciando prima a restaurare e mettere in rete quanto di bello la città stessa offre, organizzando approfonditamente la storia dell’architettura, dell’edilizia, dell’urbanistica, del restauro architettonico e delle altre attività di trasformazione del territorio, con gruppi di lavoro che possono essere attinti anche all’interno dei dipendenti comunali dove esistono delle intelligenze capaci di svolgere tale compito. Finora è mancata l’organizzazione e il lavoro di coordinamento di queste individualità.Non c’è un albergo a cinque stelle e la quasi scomparsa di alberghi e attività ricettive di lusso nella città di Messina è un dato preoccupante e paradossale al tempo stesso, ove si consideri che in città opera da moltissimi anni l’Istituto Antonello che forma specificatamente, e con ottimi risultati, figure professionali destinate ad operare nel settore ricettivo e turistico, i cui studenti, per svolgere gli stage professionali e le esperienze di alternanza scuola lavoro, sono costretti a recarsi fuori città. Diventa sempre fondamentale creare un Casinò del Mediterraneo con sede a Palazzo Zanca non è una provocazione, ma l’espressione, concreta ed immediata, di un’amministrazione che vuole che Messina torni ad essere produttiva e protagonista”.

TURISMO  Sullo sviluppo turistico è intervenuta l’assessore designato Dafne Musolino spiegando: “Grazie alle sue connotazioni naturali Messina riceve nel suo porto naturale quasi 400.000 croceristi all’anno. Il turista delle navi da crociera si trattiene in città solo per un breve intervallo (di circa 10 ore) durante il quale – viene per la maggior parte dei casi irretito dalle offerte degli operatori catanesi per escursioni sull’Etna o operatori messinesi per escursioni a Taormina ed infatti, solo il 20% visita effettivamente la città. Questa presenza è come un biglietto da visita che la città lascia di se stessa, e che dovrebbe invogliare ogni crocerista a tornare a Messina per dedicarle un soggiorno più lungo. Ogni risorsa della città di Messina dovrebbe essere impiegata allora a fornire una accoglienza di alto profilo. La città dovrebbe mostrare il suo volto migliore, esibendo ordine, pulizia ed efficienza dei servizi. La realtà invece è che il turista trova una città sporca e disorganizzata, nella quale non c’è nessuno che lo accolga e che gli fornisca un itinerario turistico. Questo totale disinteresse verso i turisti è incomprensibile ed inconcepibile se si pensa che Messina offre una scelta mare/lago/monti in un giro di pochi kilometri! La città di Messina non ha dunque, la capacità di trasformare in almeno 40 milioni di euro annui il flusso dei croceristi (100 euro a testa!) che sbarcano nel nostro porto accontentandosi della medaglietta statistica dei flussi turistici senza beneficiare delle conseguenze economiche in assenza di una strategia e relativi servizi all’altezza di coniugare le risorse paesaggistiche, culturali e gastronomiche in un Brand fatto di regole e percorsi ben definiti. Eppure, siamo tutti d’accordo   che il territorio è un bene comune che se tutelato, curato e messo in valore, può aprire inesplorate possibilità per lo sviluppo, oltre che migliorare la qualità dell’ambiente di vita della popolazione”.

CARENZA INFRASTRUTTURE PROGETTO MERCATI –  Sulla carenza infrastrutturale delle aree produttive è intervenuto l’assessore designato alle infrastrutture salvatore Mondello spiegando: “La nostra idea come già più volte ripetuto, è ripensare la città dal punto di vista urbanistico soprattutto avendo la capacità di  affrontare in modo aggregato, per bacini i  temi territoriali, tra questi risulta importante e strutturante il tema  della riqualificazione del patrimonio di siti produttivi, dando priorità al riuso di aree dismesse, riqualificando quelle degradate occupate da attività obsolete, e attrezzando aree, sia nuove che esistenti, con servizi che ne migliorano competitività e attrattività. Alcune questioni prioritarie, da definire quali punti di riferimento per la pianificazione futura sono: privilegiare le localizzazioni di nuovi insediamenti produttivi collegati funzionalmente alla ricerca ed all’innovazione tecnologica dei processi produttivi; prevedere il riordino della viabilità e della sosta con l’inserimento di infrastrutture adeguate alla movimentazione del trasporto merci, la razionalizzazione degli accessi alle singole aree ed ai comparti allo scopo di fluidificare la maglia viaria di servizio agli insediamenti stessi (in funzione soprattutto del costruendo nuovo porto di Tremestieri); definire “modelli architettonici” ecosostenibili per le aree destinate a mercati e rafforzare la cultura della tradizione messinese; prescrivere in fase di pianificazione territoriale per gli insediamenti produttivi soluzioni progettuali di qualità funzionale ed estetica, che prevedano l’inserimento di arredi urbani e vegetazionali; la riduzione del fabbisogno energetico e idrico, incrementando l’utilizzazione di risorse ed energie idriche rinnovabili; la riduzione della produzione di rifiuti e migliorino la gestione degli stessi, agevolando il recupero ed il riciclaggio interno dei materiali, compresi gli imballaggi e dotando gli insediamenti di strutture per un efficiente raccolta differenziata. Nella logica “del fare”, di seguito abbiamo realizzato un prototipo di progetto per il mercato sant’Orsola e relativa scheda tecnica quale esempio di riqualificazione di tutti i mercati rionali della città”.

 

 

 

 

 

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